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In memoria di Andrea Della Rossa

di Salvatore Arca, ingegnere, presidente del Centro Studi Emergenze e già direttore della Scuola Superiore di Scienze Geografiche dell'Istituto Geografico Militare.

Andrea Della RossaIl 29 luglio 2011 è scomparso a Firenze, dopo una lunga e penosa malattia, l’amico e socio del Centro Studi Emergenze Andrea Della Rossa. Se ne è andato, quasi per ironia della sorte, il giorno del suo compleanno: era nato il 29 luglio 1961. Il Centro Studi Emergenze si stringe commosso intorno ai familiari, partecipe del loro immenso dolore.

Avendo lavorato con Andrea per tanti anni all’Istituto Geografico Militare, ho avuto la fortuna di apprezzarne le lodevoli doti umane e intellettuali e la non comune preparazione culturale. Nell’ambiente di lavoro era sempre prodigo di consigli e di attenzioni. Chi a lui si rivolgeva per ottenere aiuto o suggerimenti non restava mai deluso. Il suo operare era improntato da un forte senso di rispetto verso il prossimo e da un autentico spirito di servizio: era sempre solerte e attivo e non faceva mai mancare la sua preziosa collaborazione per la soluzione delle più disparate problematiche. Profondeva intorno, fra i colleghi, una diffusa serenità e sapeva controllare con lucida intelligenza tutte le situazioni, anche quelle più burrascose.

Si era laureato in lettere nel 1987 presso l’Università di Firenze con il punteggio di 110/110 con lode, sostenendo una tesi di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea su Carlo Emilio Gadda. Dopo essere entrato nell’Amministrazione della Difesa nel 1990 ed aver prestato servizio presso vari uffici, era stato trasferito nel 1996 all’Istituto Geografico Militare.

Qui si impose presto per la sua competenza nel campo della risorse umane. Conosceva leggi e norme come nessun altro e per questo le sue valutazioni ed indicazioni erano determinanti per la soluzione dei problemi, che sistematicamente si presentavano. Era ben lungi da lui la tentazione di trarre profitto da questa posizione di prestigio e autorevolezza, ma qualche volta lamentava con molta discrezione e signorilità il fatto che la laurea in lettere non potesse consentigli, in base agli ordinamenti ministeriali in vigore, di accedere a più gratificanti progressioni di carriera.

Fu in parte per questa ragione, ma fu soprattutto  sotto la spinta del suo entusiasmo verso gli studi e la conoscenza, che nel 2001 si iscrisse al corso di laurea in Scienze di Governo e dell’Amministrazione presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze.

Conseguì la laurea nel 2004 sostenendo la tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico dal titolo “Disciplina e organizzazione della produzione cartografica in Italia (il ruolo dell’Istituto Geografico Militare)”. Mi omaggiò con una copia della tesi, che custodisco gelosamente: questo suo omaggio era la prova della reciproca considerazione, che si era instaurata non solo grazie ai frequenti contatti di lavoro, ma anche, e soprattutto, grazie al  rapporto di amicizia che era sorto e che si era consolidato nel tempo. Ci univa tra l’altro l’appartenenza all’associazione di volontariato “Centro Studi Emergenze”.

Era piacevolissimo parlare con lui di argomenti che esulavano dalle consuete attività di servizio, ma affrontavano tematiche varie di carattere culturale. Parlava spesso di Carlo Emilio Gadda, figura eminente della letteratura italiana contemporanea, oltre che valente ingegnere, delle cui opere era un appassionato studioso. Ancora fresco di stampa mi dedicò il suo articolo “Carlo Emilio Gadda alpino e anche un po’ topografo”, pubblicato sulla rivista L’Universo. La lettera di dedica, datata 30 marzo 2011, mi fu consegnata da comuni amici con una copia della rivista. La cosa mi fece molto piacere, ma nel contempo mi rattristò non poco: il male aveva ormai inesorabilmente minato la sua salute e dalla dedica trasparivano la sofferenza e la tristezza di chi sente la vita che sfugge e desidera lasciare di sé qualche traccia di stima ed affetto.

Oggi, prima di accingermi a scrivere queste poche righe, ho riletto la sua dedica e mi sono commosso. Andrea non è più con noi. Ha lasciato un vuoto incolmabile, ma la sua memoria resterà e la sua impareggiabile umanità ci accompagnerà sempre.